“Giovanile, meridionale e femminile”,questi i caratteri distintivi della disoccupazione in Italia secondo don Mario Operti, direttoredell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro. Don Operti commenta le cifre fornite ieridall’Istat: “Crescono le aspettative della gente – spiega – perciò aumenta il numero di coloroche si iscrivono al collocamento, soprattutto tra le donne”. Fonte di preoccupazione è rilevarela “disomogeneità dei dati sull’occupazione nelle diverse regioni d’Italia”, prosegue don Operti.”Alcune regioni del Sud restano ancora ai margini dello sviluppo economico e della crescitadei posti di lavoro, ma sacche drammatiche di disoccupazione si registrano anche in zoneinsospettate, come Torino ad esempio”. In questa situazione, afferma il direttore dell’UfficioCei per il lavoro, l’azione della Chiesa deve andare in più direzioni: “Innanzitutto,evangelizzare la cultura e, nel caso specifico, rendere feconda nella complessa realtàeconomica la dottrina sociale della Chiesa. Quindi educare alla solidarietà tra chi ha un lavoroe chi non l’ha, infine aiutare la gente a non rassegnarsi”. Per quanto riguarda la solidarietà,l’Ufficio per il lavoro della Cei, in collaborazione con la Caritas e con la Società perl’imprenditoria giovanile, ha già messo in moto alcune iniziative pilota di promozionedell’imprenditoria giovanile in Puglia, Campania, Basilicata e Calabria.