Rai: per un patto etico della comunicazione

Un gruppo di giornalisti e dirigentiRai – tra cui Giulio Carminati, Giuseppe Gnagnarella e Paolo Scandaletti – hanno elaborato undocumento in cui, constatati “i rapidi mutamenti del sistema radiotelevisivo” e “l’emergere dinuove culture e modelli di vita”, si dichiarano convinti “del monito del Papa che mette al centrodello scenario del sistema della comunicazione i valori della persona umana”. “Intendiamoperciò lavorare – si legge nel documento – perchè la gara del mercato si svolga secondo regolecerte ed ispirate al bene comune; auspichiamo una nuova forma di alfabetizzazione chestimoli la capacità di lettura critica della televisione; vogliamo una tv che non cancelli lamemoria storica del Paese; ci preoccupa il grado di dipendenza dell’Italia dai mercati esteri;siamo certi che il servizio pubblico abbia ancora un importante ruolo non finalizzatomeramente al profitto”. A favore del documento si è pronunciato in un’intervista al Sir mons.Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce, secondo il quale il testo “merita ogni appoggioe sostegno. Siamo infatti ad una svolta significativa nel sistema radiotelevisivo che avrà la suaprima espressione nella nomina del Consiglio di amministrazione”. Di questi argomenti sidiscuterà nel corso di una “giornata di riflessione”, che si terrà a Roma, il 25 giugno, presso ilCentro Nazionale salesiano (Via Marsala, 42 ore 9,30) per definire un palinsesto tipo formulatonon solo per intrattenere, ma con “programmi che siano in grado di promuovere un grandeprogetto culturale ed educativo”.