Adozione: accogliere un bambino o soddisfare le esigenze degli adulti?

Adozione: per accogliere un bambino o per soddisfare le esigenze degliadulti? L’interrogativo viene dal Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf) edell’Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie (Anfaa) che hanno tenuto neigiorni scorsi a Milano un convegno sulle “Nuove frontiere dell’adozione”. A proposito delladifferenza tra richieste e concessioni di adozione che emerge dai dati resi noti ieri dall’Ufficiocentrale per la giustizia minorile (dal 1993 al 1995, in Italia sono stati adottati 7.880 minori dicui 5.569 stranieri mentre le domande di adozione sono state complessivamente 40.888), ilCisf e l’Anfaa affermano “che alcune proposte finalizzate a rendere più facile l’adozione oltread essere illusorie possono costituire un arretramento rispetto ai valori accolti e affermati dallalegislazione attuale intesa come diritto del minore in situazione di abbandono ad avere unafamiglia idonea e stabile”. D’accordo su questa posizione si è dichiarato Carlo Alferdo Moroche ha affermato: “l’adozione deve essere più facile…ma per i bambini”. Per quanto riguardala differenza tra adozioni nazionali (2.311) e quelle internazionali (5.569), Cisf ed Anfaaribadiscono che “le norme relative all’adozione internazionale devono essere modificate conl’obiettivo di scongiurare la tratta dei minori e di riqualificare l’accoglienza in Italia di unbambino di altra nazionalità in situazione di abbandono, come una delle forme di interventodella cooperazione con altri Paesi”.