La Commissione per i profughi di Bosnia ha bisogno di fondi

E’ statapresentata questa mattina in Campidoglio la Commissione internazionale per i reclami sui benidei profughi e dei rifugiati della Bosnia Erzegovina, prevista dagli accordi di Dayton. LaCommissione è composta da nove membri, presieduti dall’italiana Maria Rita Saulle. Compitodi tale organismo, ha spiegato la Saulle, “è quello di decidere sui ricorsi individuali dei profughie dei rifugiati della Bosnia Erzegovina in merito alle proprietà immobiliari” che sono stateabbandonate o occupate da altri durante la guerra. La Commissione ha perciò il compito di”provvedere alle vendite, alle permute delle case ed all’indennizzo”. Ma le parti contraentil’accordo di Dayton, ha detto la Saulle, “non hanno provveduto a fornire alla Commissione ilsupporto tecnico e finanziario necessario”.Si stima che i profughi della Bosnia sparsi in tutta Europa siano circa due milioni. Solo nellafase iniziale del suo lavoro, la Commissione prevede oltre 100 mila domande di indennizzo orientro in possesso di beni immobili da parte di questi profughi. Per i primi sei mesi di lavoro laCommissione ha bisogno perciò di un milione di dollari. Fino a questo momento ha ricevutocontributi solo da Svizzera e Norvegia. Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha promessol’invio del contributo italiano entro un mese. Ma “è necessario che tutti gli Stati europei siimpegnino a contribuire”, ha detto questa mattina il presidente della Corte europea dei dirittidell’uomo, Rolf Ryssdal.