E’ quanto si legge in un editoriale sul prossimo numero della rivista “Migranti-press” edita dalla Fondazione Migrantes-Cei, in cui si torna sul dibattuto problema della scarsaattenzione riservata ai nostri connazionali residenti all’estero. “Una politica seriadell’emigrazione – si legge nell’editoriale – non potrà essere realizzata da un uomo solo, siapure competente e volonteroso, ma necessita un largo consenso del Parlamento. Per questomotivo è di fondamentale importanza ‘investire’ per guadagnare la sensibilità dell’opinionepubblica italiana nei confronti degli italiani all’estero. E’ utopico pretendere un consensoparlamentare senza il consenso popolare”. Inoltre, continua l’editoriale, “il passaggio dallapolitica delle parole a quella dei fatti, ha bisogno di un segnale forte: il voto degli italianiall’estero”. Essi, “trattati di fatto come appestati e costretti a vivere ‘extra moenia’, possonodiventare cittadini a pieno titolo solamente con l’assunzione di una attiva e passivacorresponsabilità. Buone parole e qualche miliardo in più non romperanno l’omertà che pareda anni vedere riuniti tutti i partiti nell’escluderli dalla partecipazione. Senza il voto all’estero,una politica nuova per gli emigrati resterà un sogno. Di documenti e progetti sono pieni icassetti di vari ministeri. E’ giunto il tempo di passare dalla politica delle dichiarazioni e deiconvegni ai fatti”.