E’l’auspicio espresso da p. Josè L. Redrado, segretario del Pontificio Consiglio per la pastoraledegli operatori sanitari, tra i relatori del convegno sulla rete integrata dei servizi perl’assistenza geriatrica che si terrà domani a Pompei. “Nel 2.000 due terzi degli anzianivivranno in un Paese sviluppato. Nel 2.020 la popolazione totale di questi Paesi aumenterà del95% mentre il numero delle persone anziane residenti aumenterà del 240%. A fronte di ciò,non sembra ci sia un miglioramento delle condizioni di vita degli anziani. Occorre perciò”creare una cultura che aiuti sempre di più quest’ultima tappa della vita. Longevità e qualitàdella vita: ecco una sfida aperta che si presenta alla società ed alle scienze biomediche.”A questo scopo, occorre “formare ed educare i giovani e le famiglie alla solidarietà, allacomprensione e all’aiuto. Ciò esige un concorso di responsabilità di tutto il tessuto sociale:famiglia, società, Chiesa. La responsabilità della comunità cristiana, in particolare, devemanifestarsi in una organizzazione che permetta un’attenzione pratica e vicina al gruppo dianziani. Questa attenzione deve essere orientata verso: l’integrazione degli anziani nei gruppiparrocchiali, la creazione di centri parrocchiali o club per anziani, la creazione di volontariatoparrocchiale con attività concrete e programmate, la programmazione della vita cristianadell’anziano.”