Questo il testo integrale dellanota dell’agenzia Sir sulle recenti nomine Rai.”Le nomine del consiglio di amministrazione della Rai e del suo presidente confermano gliinterrogativi che, alla vigilia erano sorti sulla linea culturale e politica che guiderà la televisionepubblica nei prossimi anni.Un consiglio che nasce dall’applicazione di elementi che appartengono a vecchi metodi,contestati in passato anche da chi in questa occasione li ha ripresi, non può non lasciareaperto il campo a perplessità e preoccupazioni.Non è questo il ‘nuovo’ che ci si attendeva e che era stato promesso. Soprattutto non sembraessere questo, al di là delle competenze e delle qualità dei nuovi amministratori della Rai, unsegnale forte di cambiamento perchè la televisione pubblica diventi luogo di elaborazioneculturale, contribuendo a ricostituire l’ethos morale e civile del Paese.In questo senso le molte promesse che il presidente ha fatto al momento della nomina,diventano altrettanti banchi di prova del nuovo consiglio di amministrazione.Per la libertà della Rai dai condizionamenti dell’audience e delle segreterie dei partiti nonbastano infatti le buone intenzioni ed i migliori propositi che non sono sufficienti nemmeno agarantire il rispetto delle culture del nostro Paese.Si tratta infine di evitare che questo servizio pubblico avanzi lungo una china di degrado chepotrebbe avere riflessi immediati in tutte le altre reti nazionali e locali.Occorrono scelte innovative e coerenti per le quali non sembrano essere state poste, almenoper ora, le opportune premesse.Un nuovo importante elemento di giudizio verrà dalla nomina del nuovo direttore generale: unsegnale non trascurabile che potrà attenuare, o al contrario, accrescere le perplessità e idubbi sorti sulle scelte fino ad oggi compiute”.