Pime: governo cinese sempre più aggressivo verso i cattolici

Si stannomoltiplicando negli ultimi mesi in Cina gli episodi di violenza e sopruso nei confronti dellaChiesa cattolica non ufficiale. Lo rende noto oggi con un comunicato stampa il Centromissionario Pime, che spesso si è occupato dell’argomento nel suo mensile “Mondo eMissione” e nel notiziario “Asianews”. L’ultimo sopruso, secondo il Pime risale al 24 maggio,data di un annuale pellegrinaggio mariano a Donglu, nella diocesi di Baoding. Il pellegrinaggioè stato vietato dalle autorità perché “disattende le norme formulate dal Governo e daidipartimenti amministrativi, è contro la legge e pertanto va bloccato”. Il vescovo di Baoding,Giacomo Su Zhimin, è inoltre “scomparso dalla fine di aprile” e tutti i suoi preti sono statiarrestati. Anche il 76enne mons. Tommaso Zeng Jingmu, vescovo non ufficiale di Yujiang, èstato arrestato e condannato a tre anni di lavori forzati con l’accusa di essere un “disoccupato,contro-rivoluzionario, violatore delle norme amministrative, organizzatore irriducibile di riunioniillegali (la Messa) e testardo”. Infine, il Governo cinese sta sistematicamente imponendo il”certificato di garanzia” “un documento nel quale il firmatario si impegna a seguire la politicareligiosa del Partito, a riconoscere e rispettare la Conferenza episcopale ufficiale (voluta ericonosciuta solo dal Governo), ad evitare i rapporti con gli ecclesiastici clandestini, a nonpartecipare a riunioni illecite e a opporsi all’infiltrazione di potenze religiose straniere (leggiSanta Sede)”.