I fedeli laici e lo studio della teologia “a distanza”

“Lo studio della teologiacon il metodo a distanza ha notevoli potenzialità di sviluppo, perchè è alto il numero di coloro,soprattutto fedeli laici, che avvertono l’esigenza di una maggiore conoscenza e qualificazioneculturale nel campo teologico”: lo ha detto al Sir il prof. mons. Rinaldo Fabris, docente di SacraScrittura allo Studio Teologico Interdiocesano di Udine e anche all’Istituto Superiore di ScienzeReligiose all’Apollinare “a distanza” di Roma. Secondo mons. Fabris, infatti, l’alto livello diqualificazione di questi corsi e la serietà accademica che li contraddistingue consentiranno didiffondere questa metodologia che potrebbe utilizzare presto anche i nuovi sistemi tecnologicimultimediali (quali ad esempio la rete Internet). Anche secondo il prof. don Roberto Zagnoli,che insegna pastorale delle comunicazioni sociali, si tratta di un metodo molto originale perdiffondere la conoscenza teologica soprattutto tra coloro che, per motivi familiari e lavorativi,non possono accedere a corsi con frequenza obbligatoria. All’Istituto “all’Apollinare”, che èannesso all’Ateneo della Santa Croce, sono attualmente iscritti oltre 200 mila studenti di ognietà e fascia sociale, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, alcuni anche stranieri. Due volte l’annoincontrano, durante seminari intensivi di una decina di giorni l’uno, il corpo docente e fanno gliesami accademici. Oltre al magistero in scienze religiose (quinquennale) funzionano anche uncorso teologico pastorale (triennale) e uno biblico (biennale).