Catechesi: cresce la domanda di formazione al dialogo interreligioso

E’quanto sostiene don Elio Bromuri, studioso di ecumenismo e dialogo interreligioso, inun’intervista rilasciata al Sir. Di fronte a questa domanda, la catechesi sta correndo tre rischi:”quello dell’evasione dal problema eludendo la domanda; quello della risposta irenica,generica e superficiale; quello della chiusura integralista nella difesa ad oltranza dell’identitàcattolica senza aperture al confronto, alla collaborazione e al dialogo”. Per reagire, secondodon Bromuri, “si deve introdurre un insegnamento di storia delle religioni nei corsi diformazione per catechisti e nei curricola degli studi teologici ai vari livelli, partendo dacommenti ampi e dettagliati dei documenti conciliari, in primo luogo della dichiarazione ‘NostraAetate’. E, per quanto riguarda il metodo, si dovrebbe sempre tenere presente che l’obiettivodi ogni catechesi è quello di formare il cristiano adulto e maturo nella fede e quindi capace diporsi in una relazione di amore puro e disinteressato verso tutti, secondo lo specifico modo diessere, di pensare e di credere di ognuno”. E’ importante, afferma il sacerdote, “non nuocerecon risposte parziali, equivoche o presentazioni faziose, evitando di improvvisareinsegnamenti sui quali non si è informati”.