Acquaviva: le radici psicologiche e sociali del terrorismo

Secondo il sociologoSabino Acquaviva, intervistato dal Sir, dietro l’attentato al jumbo della Twa, “c’è il terrorismoislamico o gruppi nazionalisti di estrema destra che si vanno diffondendo negli Stati Uniti”.Tuttavia, secondo il sociologo, “non va trascurata nemmeno la componente patologica degliindividui che compiono azioni di questo genere. C’è infatti, una quantità di persone chepsicologicamente sono ‘border-line’ (ai limiti della normalità, n.d.r.) o addirittura squilibrate, eche sono spinte dalla loro mitomania a compiere gesti clamorosi, come queste azioniterroristiche”.Acquaviva ricorda, in proposito, “il periodo degli attentati ai Presidenti degli Stati Uniti,alimentati anche dalla grande eco provocata sulla stampa da questi avvenimenti. Una ecoche, a sua volta, spingeva altri ‘border-line’ a compiere simili gesti, in una catena difficile daspezzare”. Allo stesso modo in Italia, “senza voler negare la ‘strategia della tensione’, non vasottovalutato il particolare che molti attentati sono stati compiuti sotto le ferie: il 2 agosto aBologna, in luglio, a Natale, quando alcuni individui psicologicamente deboli sentivano ancorapiù forte l’emarginazione”. Prevenire questi atti di terrorismo diventa molto difficile, affermaAcquaviva, perché “questi individui e questi gruppi restano molto chiusi e isolati”.