Delusione, apprensione,preoccupazione, perplessità: questi i sentimenti con cui è stato accolto, da alcune tra leprincipali associazioni cattoliche che operano nella scuola, il disegno di legge delegaapprovato dal Consiglio dei ministri del 19 luglio 1996. In particolare la Fidae (Federazionedelle scuole cattoliche) “esprime delusione e apprensione di fronte al disegno di legge delegaapprovato dal Consiglio dei Ministri del 19 luglio 1996 per quanto attiene la riforma dellascuola. Ci si attendeva infatti che, dopo le ripetute dichiarazioni del Capo dell’esecutivo,Romano Prodi, e dello stesso Ministro della P.I., Luigi Berlinguer, anche il problema dellaparità scolastica tra scuole statali e non statali trovasse un proprio iniziale snodo nel disegnodi legge delega che prevede l’autonomia delle scuole”. “Autonomia e parità – conclude ilcomunicato – camminano infatti di pari passo, rispondono agli stessi principi e criteri direttivi -soprattutto al principio di sussidiarietà, a cui ci si richiama nell’art. 4 del disegno di legge -, e siavvalgono di analoghe dinamiche. Per ora, però, sembra che il nodo paritario sia statoaccantonato”.Anche l’Age (Associazione Italiana Genitori), l’Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche)e Aimc (Associazione Italiana Maestri Cattolici) hanno espresso “perplessità epreoccupazione” per un disegno di legge che contiene “una certa ambiguità tra autonomia edecentramento” e opposizione per una “proposta che ignora completamente le famiglie”.