“Dove è statotemerariamente abolito l’uso dell’inginocchiatoio lo si ripristini immediatamente”: è l’ordineperentorio contenuto in una notificazione emessa nei giorni scorsi dal vescovo di Isernia -Venafro, piccola diocesi molisana di 64 mila abitanti con 48 parrocchie e una cinquantina dipreti. Il motivo di tale ordinanza lo spiega il vescovo stesso, mons. Andrea Gemma: “Siccomein più parti, come è dato constatare, è invalso l’uso di abolire l’atteggiamento cultuale diinginocchiarsi in certi momenti della preghiera, sia personale, sia soprattutto liturgica,desideriamo riprovare un tale abuso, introdotto arbitrariamente”. Parole dure, quelle di mons.Gemma, solo mitigate dal fatto che il vescovo ricorda ai fedeli “smemorati” il significatodell’inginocchiarsi: “Occorre ritrovare il fervore di una fede viva nella presenza reale di CristoGesù nell’Eucarestia”. Pertanto chiede che “durante la consacrazione nella preghieraeucaristica si stia in ginocchio”. Il vescovo rammenta anche che “dove la difficoltà di spaziocostringe persone a restare in piedi nulla vieta, anzi è lodevole, inginocchiarsi sulla nuda terra”e deplora infine che l’abolizione degli inginocchiatoi di fatto abbia tramutato alcune chiese allastregua di templi “non cattolici”, dove “semplicemente” vi stanno allineate delle sedie.