Burundi: anche i missionari saveriani restano (2)

Padre Rino Benzoni, segretariodella direzione generale dei missionari saveriani, ha detto oggi al Sir che “la crisi che stavivendo il Burundi rende di nuovo attuale la riflessione sulla presenza dei missionari insituazioni di estrema difficoltà e di pericolo anche per la vita”. P. Benzoni ha detto inoltre chequella dei missionari “è una scelta di vita, una vocazione che ha il Dio di Gesù Cristo comefonte e l’annuncio concreto dell’amore del Padre come scopo. La presenza dei missionari hauna grande importanza per la gente in vista della ricerca di mai impossibili vie per unaconvivenza pacifica. I missionari, infatti, religiosi e laici, sono testimoni con un duplice ruolo:all’interno del Paese offrono aiuto concreto a tante persone, spesso le più deboli e quindi lepiù toccate da questi avvenimenti tragici; all’esterno sono coloro che più tengono vivol’interesse per Paesi che difficilmente riescono ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblicainternazionale. Questo ha dei riflessi positivi anche sulla gente, che ha così la prova di nonessere completamente dimenticata dal mondo”. In Burundi sono presenti 21 religiosi di 4ordini, 40 religiose di 17 istituti, 16 fidei donum, 35 laici di organizzazioni diverse, per un totaledi 113 italiani. I missionari saveriani sono circa 15, lavorano in 3 parrocchie e nel centrogiovanile di Bujumbura, dove è stato attivato anche un servizio di accoglienza. Dal 1990 adoggi la Cei ha inviato in Burundi circa 3 miliardi e 200 milioni di lire per aiuti allo sviluppo e 1miliardo 100 milioni per interventi di emergenza per un totale di più di 4 miliardi che siaggiungono agli aiuti di singole diocesi e associazioni cattoliche.