Sonostate presentate oggi in Sala Stampa vaticana le celebrazioni per il IV centenario dell’unionedella Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina alla Sede Apostolica. Approvata il 18 ottobre 1596alla fine del Sinodo tenutosi nella città di Brest, l’unione venne ratificata dal Papa il 18 gennaio1597. Le celebrazioni di questi giorni culmineranno con la messa in rito bizantino slavo cheGiovanni Paolo II presiederà domenica in San Pietro. Intervenendo alla conferenza stampa,mons. Lubomyr Husar, Esarca di Kyiv-Vyshorod in Ucraina, ha messo in rilievo il significatoecumenico di questo centenario affermando che “l’effettiva unità di tutti i cristiani non è ilsemplice risultato degli sforzi umani. Le vicissitudini degli ultimi quattro secoli nella storia dellaChiesa cattolica ucraina mettono in evidenza il bisogno di una conversione dei cuori in tutti icampi, quale prima e principale condizione per un reale progresso. Il dialogo accademico, perquanto utile e necessario, non può sostituire un autentico pentimento e un perdono reciproco.L’unità tra i cristiani è, in definitiva, un problema teologico e spirituale, una pietra di paragonedi un cristianesimo autentico”. Mons. Husar ha ribadito la volontà della Chiesa ucraina dirafforzare il dialogo con le altre Chiese. “Cerchiamo sempre di coinvolgere nelle nostreiniziative i fratelli ortodossi e, ad esempio, non abbiamo posto loro la delicata questione dellarestituzione dei nostri beni in termini puramente economici e ultimativi”. A chi gli chiedeva se ilPapa andrà in Ucraina, mons. Husar ha risposto: “non siamo in grado, per ora, di assumerequesto impegno per motivi economici ed organizzativi”,