“Si tratta di un fattogravissimo per il quale la Focsiv esprime la sua più profonda costernazione”. Lo ha detto oggial Sir, Sergio Marelli, direttore generale della Federazione Organismi Cristiani serviziointenzionale volontario (Focsiv), commentando l’uccisione di alcuni religiosi e di mons.Ruhunu, Arcivescovo di Gitega, avvenuta ieri in Burundi. I volontari della Focsiv attualmentepresenti in questo Paese sono 28. “La Focsiv – continua Marelli – ha collaborato da semprecon mons. Ruhunu. Sul piano politico e della stabilità sociale del Paese, la sua scomparsarappresenta una avvenimento senza precedenti. Mons. Ruhunu, pur essendo di etnia tutsi,non si è mai esposto a favore di una fazione ma ha sempre agito a favore del dialogo e dellapace”.Secondo Marelli, “è difficile stabile delle responsabilità precise: non sarebbe la prima volta,infatti, che si tenta di gettare discredito sui ribelli estremisti, nascondendosi dietro di loro. Sitratta comunque di un gesto che tende alla ulteriore destabilizzazione di un Paese che è ormaiallo sbando; le fazioni sono fuori dal controllo dei loro stessi leader. La calma apparente chesembra regnare in questa regione è continuamente interrotta da scontri e gravissimeesplosioni di violenza. Malgrado le difficoltà, i nostri volontari vogliono restare, anche se non siè ancora in grado di prevedere quanto a lungo potranno farlo.”