25 anni fa Paolo VI incontrava il card. József Mindszenty

Il 28 settembre diventicinque anni fa, nel primo pomeriggio, avveniva in Vaticano il commovente abbraccio traPaolo VI e il cardinale József Mindszenty tornato alla libertà dopo sette anni di carcereinterrotti dalla breve liberazione nel 1956 durante la rivolta popolare e e seguiti da quindicianni di residenza coatta, come rifugiato, nell’ambasciata degli Stati Uniti a Budapest persfuggire all’arresto delle autorità comuniste. Mindszenty tornava a Roma per la seconda dal1946, quando era stato creato cardinale da Pio XII, all’ingresso della Torre di S. Giovanni, neigiardini vaticani. Dopo l’affettuoso abbraccio il Papa lo intrattenne in colloquio, donandogliinfine un anello e una croce pettorale.Il 30 settembre, durante la concelebrazione inaugurale della II assemblea del Sinodo deivescovi, Paolo VI annunciò: “E’ fra noi, giunto in questi giorni a Roma dopo anni di non liberaassenza, il venerato fratello nostro, il Cardinale József Mindszenty, arcivescovo di Esztergom,in Ungheria, desideratissimo nostro ospite… quale esempio di intrepida fermezza nella fede edi infaticabile servizio alla Chiesa…”. Nei giorni precedenti il Primate d’Ungheria aveva scrittoal Papa accettando il suo invito a lasciare l’Ungheria con queste parole: “Depongo umilmentequesto mio sacrificio ai piedi di Vostra Santità, persuaso, come sono, che anche il sacrificio piùgrande richiesto ad una persona diventa piccolo, allorché si tratta del servizio di Dio e delbene della sua Chiesa”.