Mons. EgidioCaporello, vescovo di Mantova, a conclusione del convegno pastorale diocesano, èintervenuto in merito alle prossime manifestazioni del 15 settembre della Lega sul Po. “Icristiani – afferma il vescovo – pregano in chiesa e dovunque, ma è chiaro che non possonoinvocare né il dio Po né altri idoli di Baal”. Riguardo alle manifestazioni sul Po, mons.Caporello rileva: “Noi cristiani, come tanta gente di Mantova, non siamo né ingenui néangosciati, ma consapevoli e impegnati a fare e rifare cultura e partecipazione sociale”.I cristiani, spiega il vescovo, “sono gente che ama il Paese”, e “ne conosce le umiliazioni,antiche e recenti, tuttavia non maledice ma soccorre, non frantuma ma tende a stabilire buonirapporti”. Perciò, fa notare mons.Caporello, quando il cristiano pensa ai “confini, non pensa aseparare e a logorare ma ad avvicinare, a unire, a solidarizzare. Vede il territorio e vede ilPaese, l’Europa e il mondo; guarda ben oltre qualsiasi scadenza e nulla ritiene miracolistico,perché tutto è fatica e speranza quotidiana”. Inoltre, il cristiano “ama e pratica il volontariato” ein esso esprime “gratuità, trasparenza, moralità, competenza, tenacia quotidiana e fantasia inordine al cambiamento”.