Card. martini: no alla secessione

“Non possono essere accettati modelliculturali o istituzionali che producono o sanzionano l’esclusione di gruppi sociali o di areeterritoriali. La Chiesa, per sua natura e missione, non può che favorire un processo diintegrazione tra uomini, popoli e culture”, queste le parole del card. Carlo Maria Martini,arcivescovo di Milano, in un articolo che apparirà sul prossimo numero del settimanalediocesano “Il nostro tempo”. Il cardinale trae spunto dalla presentazione del programmapastorale diocesano 1996/’97 per ribadire la “attenzione a genuini valori storici tradizionali,come quelli che hanno dato unità morale, religiosa e culturale alla nazione italiana assai primache fosse realizzata l’unità politica”. “E’ necessario porre fine alla cattiva abitudine diimprimere nel corpo sociale tensioni, conflitti, inquietudini che si dimostrano laceranti e sterili”scrive ancora il card. Martini. D’altra parte, aggiunge, “le ricette, le formule magiche, gli slogantradiscono il vuoto di veri progetti”. Perciò, “va sottolineata l’urgenza di cominciare subito aelaborare soluzioni operative ad alcuni dei problemi più generali del nostro assettoistituzionale. Rimandare o sorvolare su tali problemi, rischia di lasciar scatenare le richieste disoluzioni drastiche, che incantano per la loro semplicità ma che possono essere rovinose per ilfuturo”. L’arcivescovo di Milano rilancia l’ipotesi di un “federalismo solidale”, già indicata, nelgennaio scorso, dalla Commissione diocesana “Giustizia e pace”, e critica “gli egoismi che, invari modi e sostenuti da ragioni anche legittime, giungono a mobilitare e strumentalizzaresentimenti e umori che tendono al ripiegamento su di sé e alla chiusura alla solidarietà”. Ilcardinale non risparmia critiche all’organizzazione interna della Lega e scrive: “I movimentipolitici che brandiscono la bandiera dell’autonomia, intesa quale espressione di libertà, devonotestimoniarla e praticarla anzitutto al proprio interno”.