“Le norme sullasicurezza dimostrano che lo Stato non è coerente con se stesso”. Lo ha detto al Sir GiuseppeSavagnone, relatore al convegno ecclesiale di Palermo e docente presso il liceo classicostatale Umberto I di Palermo, con riferimento al decreto che concede una proroga di tre anniper l’adeguamento alle disposizioni sulla sicurezza alle sole scuole che si trovino in edifici ‘diproprietà pubblica’. “Questo decreto – secondo Savagnone – risponde ad una logica ormaisuperata, che vuole contrapporre scuola statale e non. Ma il Ministero ha ormai abbracciatouna prospettiva di ‘autonomia’; in questo senso, parlare di scuola ‘pubblica’ vuole direintendere un unico ‘contenitore’ al cui interno si trovano scuola statale e scuola non statale:insomma, un sistema ‘policentrico’. Il Governo deve dunque essere coerente conl’impostazione scelta; la parità non è più una rivendicazione astratta ma traspare da questoorientamento verso l’autonomia. Non c’è più un abisso tra scuola statale e non: si tratta di vocidiverse all’interno di uno stesso coro polifonico”. “Le norme di questo decreto – ha aggiuntoSavagnone – penalizzano doppiamente le scuole non statali, che dovranno procedereimmediatamente all’adeguamento, pur disponendo di risorse finanziarie di solito inferiori aquelle delle scuole statali. Si tratta quindi di una di una misura repressiva della libertà diinsegnamento ed apprendimento”. Savagnone auspica invece che “a questa severitàindiscriminata, lo Stato sostituisca una maggiore vigilanza, soprattutto nei confronti di quegliistituti-‘fabbriche di diplomi’ che vengono meno al proprio compito: quello di fare cultura”.