Migrantes: “Il circo soffre e rischia di scomparire”

Lo ha detto al Sir don PierGiorgio Saviola, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei fieranti e dei circensi della FondazioneCei Migrantes. Dei problemi di questa realtà ha discusso l’Ente Nazionale Circhi, nel corso diun incontro con la stampa, svoltosi oggi a Roma, presso il circo Medrano. “Innanzitutto -spiega don Saviola – i circhi soffrono di difficoltà di tipo economico: le famiglie tagliano lespese e il divertimento ne subisce le conseguenze. E poi ci altre questioni: l’assicurazione deimezzi, la loro revisione, il collaudo degli impianti, le norme di sicurezza; e poi il maggioreprelievo fiscale, la tassa occupazione aree spazi pubblici, il mantenimento degli animali. Tuttoquesto ha portato i costi di gestione a livelli più alti che in passato, mentre le amministrazionicomunali mostrano spesso disinteresse, se non vera ostilità, nei confronti dello spettacoloitinerante”. A questo si sommano, secondo don Saviola, “le recenti polemiche sull’utilizzo deglianimali negli spettacoli, mentre il pubblico non sa che gli animali del circo, nati in cattività, nonsono più in grado di vivere nel loro ambiente naturale”. In Italia ci sono circa 132 circhi. Vilavorano 110 imprenditori, 200 impiegati e 4.500 tra artisti, attrezzisti ed operai. Gli operatoripastorali del settore sono 150 sacerdoti e religiosi, 7 diaconi, 12 religiose e 42 laici. “Anche seormai di piccole dimensioni – ha concluso don Saviola – la realtà dei circhi é ricca di umanità,di persone che non vogliono rinunciare alle loro scelte di vita e che sono impegnate ad offrirealla gente uno spettacolo sano. E questo oggi non mi sembra piccola cosa”.