Lo ha detto il giornalistaOrazio Petrosillo, intervenendo oggi, Roma, al XV corso di aggiornamento per missionariitineranti. “Nel villaggio globale dei mass-media – ha spiegato Petrosillo – quello che conta è lacapacità del comunicatore di essere creativo, profetico, realmente nuovo. Ma la ‘novità’, peressere tale, deve essere sostenute dall’esperienza profonda del Cristo”. E, secondo Petrosillo,”non vi è carisma più comunicativo della santità personale; proprio nel mondo dei media,sempre più spietati, i cristiani sono chiamati a dare testimonianza della propria fede; dalmondo dei media si leva infatti un grido, un bisogno di trascendenza, la richiesta di unmessaggio salvifico”. Non soddisfano questo bisogno “documenti, omelie e convegni sedebordanti di profezie e di carismi, di sfide e discernimenti: tra orride ‘ottiche comunionali’ esibilline ‘realtà pneumatiche’, i fedeli sopportano insonnoliti il gergo astratto e freddoproveniente da certi pulpiti”. Petrosillo ha perciò invitato i partecipanti al corso a guardareall’esempio di santi come Francesco d’Assisi, Martino di Tours e Ambrogio di Milano e allatestimonianza di personaggi attuali come Madre Teresa di Calcutta e lo stesso GiovanniPaolo II, sottolineando come “la prima forma di evangelizzazione sia la testimonianza”.