Si chiamaDiego Villalba, ha 24 anni, è originario dell’Argentina, ma ora la sua nuova casa è laparrocchia di Sant’Elena, nel quartiere Casilino (tel. 06/70301174-7015996). “Diego – spiegapadre Ottaviano Pizzamiglio, parroco di S. Elena – è venuto a Roma nel 1991, dopo ilfallimento, nel suo Paese, di un trapianto di rene: quello donatogli dal padre non gli era servito,il suo organismo non lo ha tollerato. Doveva stare a Roma soltanto il tempo di un controlloprovvisorio, ma l’équipe dell’ospedale Bambino Gesù lo curava in maniera migliore di quantonon potesse fare un ospedale argentino e allora ha deciso di restare”. Da quel momento,Diego va 3-4 volte alla settimana al Bambino Gesù per la dialisi, ma la sua vita è appesa allasperanza di un trapianto. Il fisico di Diego è minato dal deperimento continuo, frutto dellecomplicazioni sopraggiunte in questi ultimi anni: “Gli sono stati già tolti tutti e due i reni, haproblemi agli occhi, alle ossa, deve seguire un’alimentazione particolare”, spiega padrePizzamiglio, sottolineando però che “le sofferenze forse più gravi sono quelle psicologiche:Diego soffre di momenti di depressione molto forte, anche a causa della lontananza dellafamiglia, che vede solo ogni tanto e che vive una situazione disgregata”. Per questo, “ècoinvolto nella vita della parrocchia, sostenuto dall’amicizia e dall’appoggio psicologico deifedeli, soprattutto dei ragazzi più giovani. Di certo, però, non si può sempre vivere di dialisi:bisogna ridare a questo ragazzo una prospettiva di vita, e il trapianto resta per lui l’unicasperanza”.