Di Nicola: “Il perdono, una mediazione difficile”

“Comprensibile, ma agghiacciante”: così GiuliaPaola Di Nicola, docente di sociologia all’Università di Teramo, definisce la lettera scritta daMaria Rosa Berdini, sorella della donna ammazzata a Tortona da una pietra scagliata da uncavalcavia dell’autostrada, agli assassini di Maria Letizia, chiamati “vigliacchi”, e “belveumane”. “Di fronte a fatti del genere – spiega Di Nicola – sono possibili due reazioni opposte.Una, comprensibile, è quella istintiva di chi non può sopportare che la vita di una persona carasia distrutta dall’assurdo. L’altra è la reazione alla luce del cristianesimo, poco comprensibilesul piano della ragione e del diritto: il perdono, che a livello di etica alta è la verità dell’uomovisto alla luce del Dio misericordioso, a volte è una realtà che ci lascia perplessi, perchéapplicata alla lettera porterebbe nella società il caos, la dimenticanza di ciò che accade,l’impunibilità del male. In questo senso, esso si rivelerebbe una sorta di ‘boomerang’: eccoperché, rispetto ai massimi principi del Vangelo, c’è una mediazione da fare. Una frase vera,come quella ‘siate perfetti come il Padre mio che è nei cieli’, ma applicata in maniera assoluta,è una negazione dello spirito del Vangelo. Il problema, allora, è come ‘tradurre’ la visionecristiana nella società, affinché quest’ultima renda il male chiarificato, punito, e non neghi ilvalore della carità”.