Gli interrogativi che aprono il 1997

All’inizio di questo 1997 “l’interrogativo che ci dobbiamoporre è sostanziale”, afferma la nota settimanale del Sir che apre l’anno nuovo. E spiega: “Loha messo in luce di recente Renato Ruggiero: l’Italia si sta marginalizzando? L’Europa è indeclino? E’ in grado di fare i conti con quello che si definisce ‘il grande aggiustamentostrutturale necessario per partecipare con successo alla globalizzazione’?” Secondo la notadel Sir, “la risposta a queste domande non può essere immediata. Siamo dentro un processostorico di medio periodo, a proposito del quale non sono utili né un ottimismo a priori, né unpessimismo strutturale. Occorre essere realisti e avere bene in mente quali sono le condizioniper cui queste sfide possano essere affrontate e ben superate. Occorre insomma che lanostra società – e questo vale per l’Europa e per l’Italia in modo del tutto particolare – torni aessere in grado di guardare avanti, di progettare, di crescere”. Perciò è necessario “reagirepositivamente a una situazione di stallo”. A questo proposito, la nota cita quanto dichiarato dalcard. Ruini in un recente dibattito con Galli della Loggia sulle colonne del ‘Corriere della Sera’:”Vorrei che l’Italia si rinnovasse profondamente, nella cultura come nella politica,nell’economia e nelle istituzioni. Non tagliando i ponti, però, con il suo patrimonio religioso,morale e culturale, ma al contrario facendo leva sugli elementi di vitalità che in questopatrimonio, a mio parere, sono ampiamente presenti”. (segue)