Gli interrogativi che aprono il 1997 (2)

“Quello che conta, e di cui si avverte la necessità inmodo particolare in Italia, dove la transizione sembra ancora una volta confusa einterminabile, – afferma la nota del Sir di inizio di anno – è che il confronto e anche il conflitto,che pure sono necessari, si svolgano in un quadro ben definito ed accettato da tutti. Lasensazione è che invece si stia consumando l’antica rendita accumulata negli scorsi decenni.Invece è il momento di chiamare per nome le nuove sfide, e tirarne le dovute conseguenze.Certo andiamo verso la globalizzazione, ma il sistema-paese, come complesso di identitàculturali, sociali ed economiche, continuerà ad avere un peso rilevante”.”Ritorna così, in modo nuovo, con ingredienti inediti, – conclude la nota – l’antico tema, e laradicale esigenza, del ‘bene comune’. Un concetto che ha origini cristiane, ma che èun’aspirazione di tutti, e diventa un’esigenza pressante in momenti di passaggio e di crisi. Eproprio richiamando il bene comune si può ben definire quale può e deve essere il contributo eil ruolo dei cristiani affinché questo passaggio storico di fine secolo, in particolare in Italia ed inEuropa, che certo è difficile e complesso, possa diventare anche una opportunità, cui darerisposte adeguate”.