“La Chiesa di Mazara è ponte culturale e religioso”

E’ quanto si legge nella letterapastorale che mons. Emanuele Catarinicchia, vescovo di Mazara del Vallo, ha scritto inoccasione della consegna alla diocesi delle ‘Costituzioni sinodali’, ossia degli atti conclusivi delSinodo durato 8 anni. “Dobbiamo trovare nuove modalità di approccio con gli extra-comunitari- scrive il vescovo – in particolare con i tunisini, in fedeltà al mandato del Santo Padre, che cicaricò della responsabilità di essere Chiesa di frontiera. Le attenzioni date sinora allenecessità e alle povertà degli islamici devono sfociare in un dialogo culturale, religioso,fecondo di proposte, indicativo della necessità di rapporti di stima e di collaborazione, esempioper quanti cercano strade di interazione e arricchimento”. Il vescovo ricorda “la presenzanumerosa”, in diocesi, di nord-africani, oltre alla comunità slava anch’essa “destinata acrescere”. “Non li abbiamo respinti – scrive mons. Catarinicchia – ma non li abbiamo maiveramente accolti. Una lunga storia lega questa nostra diocesi al continente africano. Il futuroprossimo ci farà responsabili della sorte di tanti nostri fratelli immigrati che da noi cristianihanno diritto di ricevere una testimonianza credibile di promozione umana fondata sullagiustizia e sulla fraternità. In questo momento, forse, è il solo modo di vivere la missione”.