Immigrazione: più opportunità che problema, anche sotto il profilo spirituale

“La Chiesa in Italia si sente interpellata dalla grande varietà di fedi rappresentate nel mondomigratorio e dalla domanda religiosa di cui, in forma più o meno latente, è portatore l’uomomigrante”. E’ questa, secondo p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degliimmigrati esteri in Italia e dei profughi della Fondazione Migrantes Cei, l’interrogativo di fondocui si propone di rispondere il convegno sul tema “Immigrati e religioni – Problema oopportunità?”, che si terrà dal 23 al 26 gennaio a Bocca Di Magra (La Spezia). Si tratta di uncorso di aggiornamento per operatori pastorali, organizzato da Ge.Mi. To, un collegamento digruppi attivi nel servizio agli immigrati nelle aree di Genova, Milano e Torino, in collaborazionecon la Caritas Italiana e con la Fondazione Migrantes stessa. Secondo p. Mioli, “cattolici,cristiani non cattolici, credenti di altre religioni, in particolare di quella islamica, sono, per cosìdire, i tre cerchi concentrici su cui si porta l’attenzione e l’azione della Chiesa. Che cosacomporti questo impegno non è del tutto e per tutti chiaro, ma esistono al riguardo interventidel Magistero e iniziative già in atto. Con tutto questo ci si dovrà confrontare per ricavarne ideenuove e programmi di azione” per far sì che “anche sotto il profilo spirituale, l’immigrazione siapiù opportunità che problema”. Alla fine del 1995, su 991 stranieri regolari circa 310.000risultavano cattolici, 300.000 musulmani, 250.000 cristiani non cattolici, 130.000 di altrereligioni.