Corgnali e Boffo fanno appello ad una stampa sensibile ai valori

“In questomomento, la professione giornalistica è una delle più difficili e complesse”. Lo ha detto al Sirmons. Duilio Corgnali, Presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc).”Spesso, l’eccesso di informazione ha effetti negativi. E’ il caso recente del lancio di pietre daicavalcavia: la stampa ha suscitato un forte spirito di emulazione. Per un cattolico, fare ilgiornalista vuole dire diffondere un’idea, un senso della vita che non ha bisogno di reti oastuzie elettroniche. Si tratta di rispettare la dignità di tutte le persone, avendo a cuore i proprivalori, senza prevaricare quelli degli altri”. Secondo Dino Boffo, direttore del quotidiano”Avvenire”, un giornalista cattolico dovrebbe preoccuparsi, come ha ricordato anche il SantoPadre nel messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, diannunciare “l’attualità di Cristo, un aspetto che oggi tanta cultura tende a negare. Purtroppo, lagente comune, come Gesù Cristo, non trova spazio nei mezzi di comunicazione sociale. E’importante capire invece che nella nostra società c’è un vissuto cristiano ancora molto forteche deve essere riscoperto: esso non è fuori dalla storia. Anzi, è questo vissuto aperto alladimensione del trascendente che permette di superare le difficoltà del momento e di aprirsi aprospettive più alte. Anche chi lavora nei mezzi di comunicazione di ispirazione cristiana nondeve sentirsi ‘imbrigliato’. E’ un atteggiamento che va superato”.