«Si sente talora parlaredella Congregazione per la Dottrina della Fede come del dicastero che ha il ruolo di “custodedell’ortodossia”, di “difensore della fede”, di “cane da guardia”», in realtà, ha spiegato ilcardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aprendoquesta mattina a Roma la conferenza di presentazione della Collana Documenti e Studi,«l’invito di San Paolo a Timoteo a “custodire il buon deposito con l’aiuto dello Spirito Santo cheabita in noi” fa riferimento ad una missione più ambiziosa e complessa che non una semplice”conservazione” di una realtà inanimata e statica». In risposta a domande riguardanti il recente caso di scomunica di padre Tissa Balasuriya, ilcardinale Ratzinger ha precisato che la Congregazione è intervenuta dopo aver rilevato errorigravi e significativi nel libro “Mary and Human Liberation”, chiedendo al religioso dello SriLanka una professione di fede. Padre Balasuriya l’ha rifiutata e per questo motivo lascomunica è stata automatica. Il cardinale ha anche chiarito che gli errori di Balasuriya nonriguardano il dibattito teologico sull’inculturazione attualmente in atto nel continente asiatico.«Nel campo dell’inculturazione – ha affermato Ratzinger – il dialogo con i Vescovi indiani staprocedendo molto bene».