Le tentazioni dei professionisti dell’informazione

“Un giornalista deve resisteresoprattutto a se stesso. Come? Prendendo le distanze dalla tentazione narcisistica di mettersiin primo piano, sia nella televisione che nella carta stampata. Si è uomini e donne al serviziodei lettori, non stelle o attori”. Lo ha detto questa mattina François Gross, docente all’istituto digiornalismo e comunicazione dell’Università di Friburgo, introducendo la seconda giornata distudio promossa dalla Federazione francese della stampa cattolica, in corso a Thonon-les-Bains. “Bisogna saper dubitare – ha aggiunto Gross. “E’ un dovere professionale che si puòassolvere soltanto quando si è culturalmente preparati. L’arroganza, spesso, è il fruttodell’ignoranza”. Cronisti ed editori transalpini di ispirazione cristiana stanno ragionando da ieriintorno al tema ‘Una stampa per decifrare, resistere, sperare’, una riflessione per capiremeglio quale modello di giornalismo testimoniare e proporre in questa fine di secolo. In chiaveecumenica l’altro intervento, suggerito dal protestante Rémy Hedding, capo redattore di’Réforme’: “Sì, si possono dare ai lettori buone notizie anche di cronaca ‘bianca’, soprattutto sesapremo resistere con intelligenza alla dittatura del virtuale, del clip, delle immaginisconclusionate”. In serata, le conclusioni affidate al gesuita Paul Valadier, dell’UniversitàCattolica di Lione, e a Huber Chicou, direttore generale aggiunto della Bayard Press.