I tre problemi di fondo della Bicamerale (1)

Pubblichiamo il testo integrale dellanota Sir di questa settimana: «Con l’elezione del presidente, dei tre vice e dei quattro segretarila Bicamerale entra finalmente nel vivo. Ma non avrà molto tempo, perché chiuderà, senzaproroghe, i suoi lavori il 30 giugno.Il compito certo è arduo. Non siamo in un momento particolarmente vivace del dibattitogiuridico e politico. Anche all’estero l’ondata di fervore costituente che ha accompagnato ilcrollo del muro sembra essere lontana. In Israele, l’unico paese al mondo che ha adottatol’elezione diretta del presidente del Consiglio, le opinioni sulla messa in praticadell’innovazione sono discordi.Ma ritrovarsi senza modelli da importare “chiavi in mano”, forse può essere un vantaggio.Permette di misurarsi con problemi che non sono nuovi. Già Meuccio Ruini, presidente dellaCommissione dei 75 che elaborò la costituzione vigente, riconosceva che la seconda partedella Costituzione era stata redatta in modo non del tutto soddisfacente.Di fatto la Bicamerale ha di fronte tre problemi: come assicurare stabilità, efficacia edefficienza all’azione di governo? Come dare attuazione al fondamentale principio di libertà,tutelando il valore della autonomie, tanto territoriali quanto sociali, cosicché il livello superioredi governo non si intrometta e non prevarichi nella vita dell’istituzione inferiore? Comeassicurare quello che con espressione inglese si definisce l’equilibrio tra i poteri dello Stato,garantendo l’attuazione del principio per cui “la sovranità appartiene al popolo”? Certo il lavoroè facilitato dal fatto che per trovare le soluzioni istituzionali, che costituiscono l’oggetto dellaseconda parte della Costituzione, ci si può riferire ai principi, che sono chiaramente delineatinella prima. Ma è anche vero che la Bicamerale lavorerà in un clima politico incerto,nonostante la larghissima maggioranza che ha detto sì al percorso per le riforme istituzionali».(segue)