Don Italo Castellani, direttore del CentroNazionale Vocazioni, aprendo oggi a Roma il convegno su “Povertà e vocazioni”, ha rilevato:”Forse la proposta educativa nella fede rivolta ai nostri giovani manca di un ‘ideale alto’, di unorizzonte più profondo, quello designato appunto da una vita vissuta in verginità, povertà eobbedienza”. Secondo don Castellani “si tratta di educare i giovani alla povertà, passandoattraverso il totale abbandono a Dio nella feriale gratuità, essenzialità e semplicità di vita”, inquesto modo si potranno combattere più efficacemente anche gesti come quello di lanciaresassi dai cavalcavia.A tale proposito, mons. Angelo Comastri, arcivescovo di Loreto, ha dichiarato al Sir: “Dietroquesto gioco alla morte c’è una banalizzazione della vita, un impoverimento pauroso del suosignificato. Ciò che più conta è chiedersi: come è stato possibile che dei giovani arrivassero agiocare ad uccidere? Vuol dire che questa società sta promuovendo solo una visione della vitasenza ideali che facciano innamorare alla vita e al rispetto degli altri. Dobbiamo alloraimpegnarci in primo luogo a cambiare questa cultura”.