Garavaglia: la “finzione” dell’Auditel

“Una sfida di civiltà”: così Mariapia Garavaglia, presidentedell’Associazione Spettatori Aiart, definisce la lettera aperta scritta nei giorni scorsi dallagiornalista Roberta Gisotti al direttore generale dell’Auditel, Walter Pancini, per chiedereprovocatoriamente di “essere iscritta nel campione Auditel, dove non riconosco icomportamenti della mia famiglia, di moltissimi miei parenti, amici, conoscenti. Dov’è nei datiAuditel quell’Italia stufa di programmi stupidi, di varietà volgari e kitsch, di film violenti, dipornografia di sera e di notte, che detesta le regine della domenica, gli imbonitori di prima eseconda serata, i servi degli sponsor?”. Secondo la giornalista, “l’Auditel è stato creato perindurre un colossale giro d’affari intorno alla tv, che si vuole necessario per la sopravvivenzadella stessa tv, e nessuno oggi ha interesse a svelare i trucchi per non compromettere gliinteressi delle più grandi aziende della comunicazione”. L’Aiart, sottolinea Garavaglia, “siriconosce pienamente nella critica sollevata ed è da molto tempo che segnala la ‘finzione’ deidati Auditel. E’ indegno per un servizio pubblico ripararsi dietro rilevazioni difficilmentecontrollabili. Se i dati Auditel sono un supporto alle scelte commerciali della Rai, non possonoessere idonei anche per ‘giudicare’ i programmi”. Meglio, allora, “abolire la finzione eassumere la propria responsabilità da parte dei gestori, dirigenti e operatori, perché, senzaalibi, preparino programmi più seri”.