Il futuro dell’associazionismo cattolico in Italia

“Una religiosità diffusa, conradici secolari, come si registra nel nostro paese, non può essere spazzata via con un colpo dispugna”: lo ha detto al Sir il sociologo della religione, prof. Roberto Cipriani, intervistato invista dell’assemblea generale della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali di sabato 11gennaio prossimo, che lo vedrà relatore. Secondo il prof. Cipriani, che è coautore della ricercae dell’omonimo volume della Mondadori “La religiosità in Italia”, l’associazionismo religioso,dopo gli anni difficili della contestazione durante i quali ha perso un po’ di aderenti, ha tenutole sue posizioni e, anzi, in qualche caso, le ha addirittura incrementate. “Laddove hanno fallitoaltre forme associative, le aggregazioni religiose – afferma – sono riuscite a restare presenti,con risultati apprezzabili”. Il suggerimento del sociologo è che anche questi organismiassociativi (alla Cnal ne aderiscono 54 per circa due milioni di iscritti) adottino gli strumentimoderni, a partire da quelli della comunicazione, per poter rispondere alle esigenze attuali. “Laqualità dell’appartenenza associativa potrebbe essere migliorata”, afferma, “e alcuni gruppi piùall’avanguardia di altri hanno mostrato risultati apprezzabili. E’ questione di sapersi mettere alpasso con i tempi, sviluppando la propria presenza sia al livello nazionale, sia a quelli locali,diocesano e territoriale”.