“Non siamo né uffici dicollocamento, né ingenui eversori delle leggi o miopie della vita economica”. E’ quanto si leggenel “vademecum” “La disoccupazione giovanile interpella le nostre Chiese”, frutto dellacollaborazione tra il Servizio Cei per la Pastorale giovanile, la Caritas italiana e l’Ufficio Cei peri Problemi sociali e il lavoro. Il fascicolo, in distribuzione in questi giorni, vuole essere, secondogli estensori, “uno strumento di lavoro e di coordinamento del nostro comune impegnopastorale nei confronti dei giovani disoccupati”, in continuità con gli impegni presi durante ilConvegno di Palermo in questo ambito. Tre gli obiettivi principali: “sviluppare un impegnospecifico di evangelizzazione nei confronti dei giovani disoccupati; stimolare la crescita diiniziative miranti alla formazione e all’educazione delle coscienze in vista di un radicalecambiamento di mentalità; individuare e proporre gesti concreti di solidarietà e di reciprocitànelle singole Chiese e delle Chiese tra di loro”. Tra le iniziative in cantiere, un corso diformazione per animatori di comunità, gestito dalla Società per l’Imprenditoria Giovanile, e unalettera ai vescovi diocesani “sulle opportunità di creazione di imprese giovanili connesse con ibeni culturali, secondo la legge 236/1993”.