“Non c’è vera comunità di credenti sequesta non riesce a comunicare la Parola di Dio”. Lo ha detto mons. Francesco Ceriotti,responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, nel corso della presentazione, ierisera a Milano, del volume “Parrocchia e comunicazione: prima indagine socio-pastoralesull’uso dei mezzi della comunicazione sociale”, a cura di Grazia Le Mura, Luigi M. Pignatiello,Dario Viganò. Il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, ha evidenziato la necessità di”prendere iniziative” in questo campo, attraverso “un’attenta riflessione circa l’uso deglistrumenti della comunicazione sociale nella Chiesa”. Non basta possederli, il loro uso “deveessere connotato da alcuni atteggiamenti virtuosi: un senso di sobrietà, non giova accumularemille strumenti, la prudenza, cioè il discernimento, la competenza”. Secondo il cardinale,”anche mediante gli strumenti della massificazione dei messaggi, è possibile una veracomunicazione umanizzante e addirittura salvifica. Questa è la grande sfida: favorire ilprocesso di uscita dalla massa perché le persone dallo stato di fruitori anonimi dei messaggientrino in un rapporto personale come recettori dialoganti, vigilanti e attivi”. Perché ciòavvenga, ha concluso Martini, “ci vuole un’efficace, costante, perseverante azione educativa”.