E’ quanto chiede Jean-Marcel Jeannenney, exMinistro degli affari sociali, dalle colonne di “Le Monde”, commentando le manifestazioni che sisvolgono in molte città francesi per iniziativa delle associazioni familiari. La “Federazione dellefamiglie di Francia” e la “Confederazione nazionale delle associazioni familiari cattoliche”intendono protestare contro due misure prese dal governo, nel quadro del progetto di legge difinanziamento della “sicurezza sociale”: il blocco delle risorse degli assegni familiari e ildimezzamento dell’assegno familiare per la custodia dei bambini a domicilio. Le associazionifrancesi chiedono, inoltre, che non sia ridotta la piattaforma della deduzione fiscale per icollaboratori domestici, che siano rivalutati gli assegni familiari e pagati gli arretrati per l’anno1993.Una manifestazione analoga a quella francese si svolgerà il 25 ottobre, a Bologna, periniziativa del Forum delle Associazioni Familiari, che raccoglie una trentina di associazioni inrappresentanza di oltre 2 milioni di famiglie. “In Francia, dove c’è una lunga tradizione diassociazionismo familiare e condizioni molto più favorevoli alla famiglia, – commenta PietroBoffi, del Forum – non appena si prospettano tagli a contributi che rinnegano la valorizzazionedi fondo della famiglia stessa, la reazione è molto vivace”. La manifestazione di Bologna è laprima “mobilitazione” pubblica delle famiglie in Italia e partirà dalla rivendicazione di fondo percui “la famiglia deve contare di più nel mondo della scuola”, prendendo posizionesull’autonomia, la parità e la partecipazione delle famiglie nella vita scolastica.