Treviso: “Rimettere le panchine è un dovere di civiltà”

“Non solo occorrerimettere subito le panchine nei giardinetti della stazione, come segno di civiltà e per il dirittodei cittadini di potersi riposare, ma occorre anzi allargare le forme di accoglienza temporaneadegli immigrati terzomondiali che giungono a Treviso in cerca di lavoro”: è la dichiarazione alSir di don Canuto Toso, responsabile della Fondazione Migrantes trevigiana e fondatoredell’associazione “Trevigiani nel mondo”, dopo la notizia che il sindaco Giancarlo Gentilini hafatto togliere le panchine su cui stazionavano gruppi di terzomondiali la sera e la notte. “A NewYork ancora oggi – aggiunge don Toso – ci sono nostri concittadini che dormono sulle panchinein attesa di trovare una casa. La polizia li lascia fare e interviene solo in caso di reati. ATreviso abbiamo lavoro da offrire e già circa 12 mila immigrati l’hanno trovato e si sono inseritibene nelle nostre comunità. La Caritas si sta dando molto da fare ma credo che anche gli entipubblici dovrebbero sostenere questo impegno che tornerà a vantaggio di tutti, oltre cheessere un vero gesto di solidarietà”. Secondo il direttore della Migrantes c’è inoltre il problemadei molti appartamenti sfitti della città, “molti dei quali potrebbero essere messi a disposizionedegli immigrati, ovviamente con tutte le garanzie necessarie”.