“Nonostante tutto, nel Paese delle aquile si può ancora vivere: la fuga e la clandestinità nonsono l’unica soluzione per i giovani albanesi, a condizione che venga ripristinata la fiducia nelfuturo del loro Paese. Per questo è indispensabile il contributo di chi ha di più”. E’ quantoaffermano, in un comunicato stampa diffuso oggi, i responsabili dell’Associazione Amici deiBambini (Ai.Bi.), annunciando il primo progetto di sostegno a distanza per l’Albania chiamato’In Albania si può vivere”.”L’operazione – si legge nel comunicato – mira alla ricostruzione del tessuto sociale edeconomico del Paese attraverso il coinvolgimento delle famiglie italiane. Beneficiari dellaCampagna sono 1.000 minori a cui si intende assicurare il diritto a vivere nella propria famigliaattraverso un aiuto economico di 100.000 lire al mese per tre anni e un accompagnamentosociale da parte di operatori appositamente formati. Inoltre, una particolare attenzione verràriservata alla formazione professionale delle madri dei bambini. Il progetto rappresentadunque un’opportunità per collaborare alla ricostruzione economica e morale del Paese,partendo dai bambini, protagonisti del futuro”. L’Ai.Bi, nato nel 1986, è tra i pochi Entiautorizzati all’adozione internazionale. In 12 anni ha sostenuto 13.000 minori e seguito più di700 famiglie nell’adozione internazionale.Per informazioni, tel. 02/98232102.