“La sanità pubblica in Italiaha imboccato una strada sbagliata, che porta all’intasamento della professione, allosfruttamento dei giovani medici, ad un livello sempre più basso di formazione e ad un livellosempre meno soddisfacente di prestazioni”. E’ quanto denuncia don Vincenzo Tosello,direttore di Nuova Scintilla (il settimanale diocesano di Chioggia), nell’ultimo numero, dandovoce alla protesta dei medici “specializzandi” dell’Università di Padova, che nei giorni scorsisono scesi in strada ai semafori a “lavare i vetri”, “nel tentativo di attirare l’attenzionedell’opinione pubblica sulla grave situazione che si trascina da anni nelle strutture sanitariestatali collegate con la Facoltà di medicina e chirurgia”. I medici “specializzandi”, in sostanza,sono diventati “manodopera a buon mercato per l’Azienda sanitaria locale, che li utilizza nellecliniche come personale sostitutivo del personale regolarmente assunto e stipendiato”. Questimedici, spiega il direttore del settimanale, “sono ‘lavoratori’ a tutti gli effetti – tranne che per iltrattamento giuridico-economico – perché sono presenti quotidianamente in corsia, quasisempre in sostituzione dei ‘titolari’, per un totale di circa 50 ore settimanali con uno ‘stipendio’di 1.500.000 lire, garantito dalla borsa di studio pagata dallo Stato o dalla regione”. Tutto ciò,contravvenendo alla normativa vigente sulle scuole di specializzazione, in base alla quale”l’attività dello specializzando non può essere sostitutiva di quella del personale di ruolo,ospedaliero e universitario”.