Mons. Ruppi sul recupero dei morti albanesi

“Il venerdì santo dei poverinaufraghi albanesi giunge al suo epilogo, ma non finisce la sofferenza degli immigrati e di tuttala grande massa di poveri usciti dall’Albania in cerca di speranza”. Lo ha dichiarato mons.Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce mentre si stanno ultimando le operazioni direcupero della nave affondata nel canale d’Otranto la sera dello scorso 28 marzo.”Il recupero delle salme – ha proseguito l’arcivescovo di Lecce – ripropone a di tutti unatragedia che non deve essere archiviata, nè dimenticata dalla coscienza dei cristiani e dellastessa nazione italiana”.Mons. Ruppi ricorda che “i profughi sono ancora tra di noi e in attesa che la loro posizionevenga definita, come cristiani, dobbiamo intensificare l’impegno per l’accoglienza el’inserimento sociale mentre lo Stato deve vigilare perché sia fermata l’immigrazioneclandestina e sia impedito il traffico della droga, delle armi e della prostituzione”. Senzaentrare nel merito delle responsabilità dirette del naufragio, in cui persero la vita decine dialbanesi, tra cui molti bambini, mons. Ruppi ha concluso: “Tutti siamo responsabili e tuttidobbiamo operare perché simili tragedie non abbiano più a ripetersi”.