Volontari,obiettori di coscienza, giovani che si preparano a partenze nei “tempi forti”, raccolta di denaro:sono questi gli aspetti caratteristici degli aiuti che nelle diocesi italiane si stanno approntandoper portare soccorso alle popolazioni dell’Umbria e delle Marche colpite dal terremoto. Lediocesi lombarde, ad esempio, stanno scegliendo un coordinatore che rimanga nella zonaalmeno fino al dicembre ’98: si tratta di dirigere una macchina di aiuti fatta di alcune centinaiadi volontari ed obiettori Caritas, oltre che di destinare i fondi man mano raccolti alle parrocchie”gemellate” con le dieci diocesi. A Trento, insieme a inviti alla generosità, la Caritas stapuntando su una propria “task-force” di volontari. Le diocesi piemontesi hanno avuto in caricola diocesi di Camerino dove su 95 parrocchie ben 93 hanno subito danni. “Oltre ai volontari diquesti primi tempi di emergenza – dice al Sir Paolo Lambruschi, della Caritas Ambrosiana – sidovrebbe poter contare anche su numerosi gruppi giovanili degli oratori, che già in altreemergenze si sono mobilitati dando un consistente apporto”.