Card. Ruini: il progetto culturale aiuta a “superare gli ‘steccati'” (2)

“In Italiaesiste ancora, in buona misura, un cristianesimo di popolo, – ha detto ancora il cardinale Ruini,aprendo i lavori del Forum del progetto culturale – la Chiesa è vitale e vicina alla gente e nelcomplesso è stata ed è assai meno travagliata che in altri Paesi da crisi interne. Ed ora nonsono pochi i segnali di un suo nuovo dinamismo missionario, rivolto anzitutto all’Italia stessa.Da noi dunque si possono mettere alla prova le opportunità di una rinnovata e nonrinunciataria inculturazione del cristianesimo”. Tuttavia, ha notato il cardinale, “non perdiamodi vista le difficoltà che ha attraversato la presenza dei cattolici in Italia, specialmente ma certonon esclusivamente sul versante politico, e che sono ancora ampiamente presenti.Osserviamo però che esiste una sproporzione fra il radicamento sociale e la vitalità di iniziativeche il cattolicesimo ha in questo Paese e le sue capacità di influsso culturale, prima chepolitico”.”Il ‘progetto culturale’ vorrebbe servire ad uscire da questa condizione, non certo per coltivareambizioni di egemonia, storicamente improponibili ed estranee a una Chiesa nel cui ‘codicegenetico’ è ormai entrata la Dichiarazione del Concilio sulla libertà religiosa, ma per dare piùpienamente al Paese quel contributo che ci è spesso richiesto anche da chi parte daun’ispirazione diversa, oltre che per non rimanere prigionieri di quella ‘sindrome disubalternità’, o di semplice gioco di difesa e reazione, che spesso ha caratterizzato lapresenza culturale dei cattolici”.