“Una bombaatomica, che ucciderebbe più di 200 mila persone in 30 secondi, se convertita darebbeelettricità per un anno ad altrettanti uomini, oppure potrebbe sostenere almeno 100microprogetti di sviluppo”: è quanto dice al Sir l’ing. Giuseppe Rotunno, del Comitato diCollegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore, che nel pomeriggio di oggi ha indetto aRoma, presso l’Ateneo Antonianum, una tavola rotonda sul tema “Conversione delle armi instrumenti di pace”. All’incontro ha dato l’adesione mons. Paul Josef Cordes, del PontificioConsiglio “Cor Unum”, e parteciperanno tra gli altri l’ambasciatore Bottai, p. Gheddo del Pime,Enrico Jacchia esperto di studi strategici, Nicola Cabibbo presidente della PontificiaAccademia delle Scienze, p. Prezwonsky presidente del Centro Francescano StudiAmbientali, mons. Superbo assistente nazionale di Azione Cattolica. “Stiamo cercando -spiega Rotunno – di sensibilizzare le autorità e l’opinione pubblica sulla urgenza di avviare laconversione delle armi, sia quelle nucleari sia quelle convenzionali. Ne verrebbero grandibenefici in termini umanitari, facendo crescere la cultura della pace”. Il Comitato da diversianni sostiene microprogetti di sviluppo in zone di missione, affidando materiali, sistemienergetici e apparecchiature didattiche o sanitarie ai missionari italiani ivi operanti. Lacampagna per la conversione delle armi è stata avviata in vista del Giubileo del 2000.