“Come aiutare la gente a prendere coscienzadella missione e delle sue sfide attuali, per dar voce alle preoccupazioni di movimentisubalterni e di contro-tendenza culturale?”. Questa, secondo padre Michael Amaladoss, delCentro teologico di Delhi (India), una delle domande che i mass media devono porsi perprendere coscienza delle “responsabilità” che essi devono assumere nei confronti dellamissione. Partecipando al convegno internazionale per i 125 anni della rivista “Mondo emissione”, in svolgimento a Milano sul tema “Raccontare altri popoli alle soglie del Duemila. Lamissione a confronto con le culture del Sud del mondo”, il gesuita ha fatto notare che “ilfenomeno della globalizzazione è il dominio del mercato e della cultura del consumismo,sostenuto dal potere politico e militare. I poveri ne sono dovunque le vittime, in numerosempre maggiore”. Tuttavia, oggi, “ci sono anche movimenti subalterni, che protestano controla globalizzazione e propongono delle alternative vero una comunità più umana e dicondivisione”. Sono queste voci, secondo padre Amaladoss, che vanno ascoltate: “Il dialogodella Chiesa con la cultura deve portare all’emergere di Chiese locali e alla comunione fraqueste”. Dialogare con le religioni, infatti, significa comprendere che “le diverse religionicollaborano a costruire un comune fondamento morale e spirituale per le società pluralistichedi oggi”.