Lo ha detto il prefetto dellaCongregazione per la dottrina della fede, card. Joseph Ratzinger, intervenendo ieri sera allapresentazione dell’opera in quattro volumi su “La storia della teologia” di padre BattistaMondin. “In filosofia e in teologia- ha osservato il cardinale – sta sempre in questione la totalitàdell’essere: vogliamo sapere perché vive l’uomo, che cosa è la vita e la morte, se esiste Dio equal è la sua relazione con il mondo. Tali questioni non permettono risposte troppoparticolareggiate da aggiungere l’una all’altra in una somma crescente. Esigono piuttostovisioni d’insieme, razionalmente riflettute e strutturate”. La specificità della teologia consiste,secondo il prefetto, nella partecipazione “al grande dialogo tra Dio e la sua Chiesa”. “L’io delteologo suppone l’io della Chiesa”. Allontanandosi dalla vita e dal magistero della Chiesa, lateologia “apparentemente” diventa più libera. In realtà, ha affermato il Cardinale, “senzaquesto soggetto permanente che è la Chiesa, la Scrittura diventerebbe letteratura morta” e illavoro della teologia si tramuterebbe in “sociologia, psicologia della comunità credente, forseanche una specie di filosofia della religione o filosofia morale”.