. “Un sognodurato tredici anni ed ora divenuto realtà”. Così, in una nota diffusa dalla Cei, viene definita lachiesa di san Giuseppe lavoratore, ad Oswiecim, località conosciuta col nome tedesco diAuschwitz, che verrà inaugurata domani. Si tratta, si legge ancora nella nota di “un edificiosorto sotto lo slogan ‘per non dimenticare’, in memoria dei 40.000 deportati italiani nei lagernazisti”. La chiesa sorge nel luogo che Giovanni Paolo II, visitandolo nel 1979, definì ‘Golgotadel mondo contemporaneo’. L’idea di un dono della Chiesa italiana a quella polacca nacque inoccasione del Giubileo internazionale dei Giovani nel 1984 a Roma e, grazie al contributodella Cei, di associazioni e movimenti, è divenuta realtà.Domani, alle 10, il lager di Auschwitz ospiterà una preghiera comune dei rappresentanti dellecomunità ebraica e cattolica. Mezz’ora dopo, nella nuova chiesa, il promotore dell’iniziativamons. Gianni Danzi, i progettisti Angelo Molfetta e Antonio Maria Michetti e il pittore AmerigoMazzotta presenteranno l’edificio, che sarà poi consacrato dal card. Camillo Ruini, Presidentedella Cei, durante la Messa delle 11.