“NellaFinanziaria ci sono misure per agevolare le assunzioni al Sud, misure del tutto apprezzabili:ma sta creandosi oggi l’emergenza di domani, perchè il lavoratore oggi in difficoltà che ha 40anni non andrà in pensione prima di 25 anni e in questo tempo qualcosa dovrà pur fare”: èuno dei passaggi conclusivi del documento che accompagna l’indagine promossa dalla diocesidi Cconcordia-Pordenone tra 2000 lavoratori della zona sulla realtà, i problemi e i valori dellavoro oggi. La ricerca, condotta grazie all’intervento della Consulta dei laici e dell’Istituto diformazione socio-politica in preparazione alla prima “Settimana sociale” della diocesi, hamesso in luce che, in genere i lavoratori friulani sono mediamente soddisfatti della propriaattività, che non cambierebbero facilmente lavoro spostandosi lontano da casa, nemmeno peruno stipendio maggiore; che i più insoddisfatti sono quelli con livello culturale più basso (glistessi manifestano sentimenti ostili verso gli immigrati in misura maggiore delle altrecategorie). L’aspetto più rilevante della ricerca è però legato all’esigenza di aggiornamento ditutti i livelli dei lavoratori: nel giro di venti-trent’anni, si dice, molti lavori oggi qualificati sarannoobsoleti e quindi occorre pensare fin d’ora a percorsi di formazione e riqualificazione. Adibattere di questi temi sono intervenuti a Pordenone, tra gli altri, l’arcivescovo di Udine, mons.Battisti, il segretario della Cisl, Morese, e l’imprenditrice Emma Marcegaglia.