“Celebrare una Giornata diRingraziamento non può limitarsi a un rito, ma significa prendere coscienza dellaresponsabilità che si ha di fronte alla storia”. E’ quanto si legge nel messaggio diffuso dallaCommissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, in vista della 47a Giornata nazionaledel Ringraziamento della Chiesa italiana, che si celebra domenica 9 novembre. “QuestaGiornata – si legge ancora nel messaggio – è un invito a celebrare l’amore provvidente delPadre per l’umanità e a ricordare l’impegno e la fatica degli uomini per collaborare con il lavoroall’opera di Dio, creatore e salvatore”. Lo sviluppo della scienza, che arriva a intervenire sullefonti della vita, la globalizzazione della finanza, i criteri di utilizzazione delle risorse sono tuttequestioni che conducono a chiedersi “quale sarà il futuro dell’umanità” e se questo “sarà unosviluppo per o contro l’uomo”.Questo “anno di preparazione al Giubileo del 2000 – si ricorda nel messaggio – è incentrato sulmistero del Cristo. La Giornata del Ringraziamento, dunque, mentre ricorda che il centro dellastoria è Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo, dovrà orientare e far riscoprire, nellecomunità e nelle famiglie, la presenza e l’azione dello Spirito santo per divenire capaci diinterpretare la vicenda umana e di operare, come cristiani, per il suo autentico sviluppo e peruna cultura dell’amore della vita. Avere ricevuto il battesimo è accettare di essere deputati daDio a portare, con la parola e con le opere, la salvezza di Cristo a tutti, anche nel variegatomondo del lavoro e dell’agricoltura”.